I trasporti svolgono un ruolo vitale per l’economia europea in quanto, senza connessioni ottimali, l’Europa non può né crescere né prosperare. L’UE è impegnata nella promozione di trasporti sostenibili e che facciano risparmiare energia, soprattutto da fonti fossili.

Ecco qualche dato significativo.
La congestione incide sul traffico sia stradale che aereo. All’Europa costa l’1% circa del PIL lordo e le previsioni indicano un aumento del traffico merci e passeggeri in futuro.
Nell’UE i trasporti dipendono dal petrolio e dai prodotti derivati per oltre il 96% del fabbisogno energetico, l’Europa importa dall’estero circa l’84% del greggio di cui ha bisogno, nel 2010 per circa 210 miliardi di euro.
Le emissioni di gas serra provocate dai trasporti, compresi quelli aeronautici internazionali e quelli marittimi, sono aumentate di circa il 34% tra il 1990 e il 2008. Nel corso dello stesso periodo il settore energetico ha ridotto le emissioni di circa il 9%.
La proporzione di trasporti stradali sulle lunghe distanze all’interno dell’UE per quanto riguarda le merci è di circa il 33%, mentre il traffico ferroviario e la navigazione interna, insieme, rappresentano meno del 20%.
L’automobile è il mezzo per il trasporto di passeggeri più diffuso in tutta l’UE: circa il 72% della distanza complessiva percorsa dai passeggeri viene affrontata in auto. Le auto private, tuttavia, non sono rappresentano quasi mai la modalità di trasporto più efficiente dal punto di vista energetico. Viaggiando in treno da Londra a Bruxelles si produce una quantità di emissioni per passeggero, per ogni chilometro percorso, di circa nove volte inferiore rispetto alla quantità emessa affrontando lo stesso viaggio in aereo.
Le tecnologie ecologiche offrono enormi opportunità commerciali alle aziende europee: prodotti e i servizi correlati alla mobilità sostenibile rappresenteranno nel 2010 un mercato globale del valore di 300 miliardi di euro (contro i 200 miliardi attuali)

Nel 2013 l’UE si è dotata di una nuova politica infrastrutturale che consentirà di realizzare nei 28 Stati membri una rete europea dei trasporti robusta, collegata con i paesi vicini e il resto del mondo e capace di promuovere la crescita e la competitività. Essa collegherà l’est all’ovest e sostituirà il puzzle attuale dei trasporti con una rete autenticamente europea basata principalmente su ferro (treno), acqua (porti e vie di navigazione fluviali/marine) e intermodalità.

La nuova politica infrastrutturale triplica i finanziamenti concessi dall’Unione al settore dei trasporti portandoli a 26 miliardi di euro nel periodo dal 2014 al 2020 e li riorienta verso una rete centrale precisamente definita. La nuova rete centrale (che dovrà essere completata entro il 2030) costituirà l’asse portante dei trasporti nel mercato unico europeo e permetterà di eliminare le strozzature, ammodernare l’infrastruttura e snellire le operazioni transfrontaliere di trasporto per passeggeri e imprese in tutta l’UE.

L’obiettivo è quello di garantire che, progressivamente e nell’intera Unione europea, la TEN-T contribuisca a rafforzare il mercato interno, incrementare la coesione a livello territoriale, economico e sociale e a ridurre le emissioni di gas serra.
Nel suo insieme, la nuova rete dei trasporti renderà possibili:
– una mobilità più sicura e meno congestionata;
viaggi più rapidi e confortevoli;
– un ridotto impatto sul clima.

C’è poi molto lavoro da fare per rimuovere le numerose barriere tecniche e amministrative che si frappongono agli utenti dei mezzi di trasporto, sia imprese, sia cittadini. La circolazione attraverso l’UE è diventata più semplice, in parte grazie al mercato unico, ma ciò non è ancora sufficiente. Queste barriere rappresentano un costo in termini di tempo, denaro ed energia: è necessario fare di più affinché viaggiare diventi più semplice, sia per le merci, sia per le persone.

Ma quali sono gli obiettivi concreti dell’UE?
Obiettivo sulle emissioni di gas serra: per contenere l’aumento globale della temperatura al di sotto di 2 gradi, entro il 2050 l’UE deve ridurre le emissioni prodotte dai trasporti del 60% (e quelle complessive dell’80-95%) rispetto ai livelli del 1990.
Obiettivo sui trasporti urbani: dimezzare entro il 2030 l’uso delle autovetture “alimentate con carburanti tradizionali” ed eliminarlo del tutto entro il 2050; conseguire nelle principali città un sistema di logistica urbana a zero emissioni di CO2 entro il 2030.
Obiettivo sul trasporto di merci: sulle percorrenze superiori a 300 km il 30% il trasporto su strada dovrebbe essere trasferito verso altri modi, quali la ferrovia o le vie navigabili, entro il 2030. Nel 2050 questa percentuale dovrebbe passare al 50% grazie a corridoi merci efficienti ed ecologici. Per conseguire questo obiettivo dovranno essere messe a punto infrastrutture adeguate.
Obiettivo sull’intermodalità: va definito entro 2020 un quadro per un sistema europeo di informazione, gestione e pagamento nel settore dei trasporti multimodali. In questo quadro si prevede di collegare entro il 2050 tutti i principali aeroporti della rete alla rete ferroviaria, di preferenza quella ad alta velocità e di garantire che tutti i principali porti marittimi siano sufficientemente collegati al sistema di trasporto merci per ferrovia e, laddove possibile, alle vie navigabili interne.
Obiettivo generale: procedere verso la piena applicazione dei principi “chi utilizza paga” e “chi inquina paga”, facendo in modo che il settore privato si impegni per eliminare le distorsioni – tra cui i sussidi dannosi – generare entrate e garantire i finanziamenti per investimenti futuri nel settore dei trasporti.

I cittadini sembrano apprezzare queste linee guida: affermano di voler modificare le loro abitudini per ridurre le emissioni. In oltre la metà dei casi (il 60%) dichiarano di essere disposti a pagare un prezzo superiore per la loro vettura se questo contribuisse a ridurre le emissioni. La qualità e i collegamenti garantiti dal trasporto pubblico dovranno essere però notevolmente migliorati per modificare il comportamento dei consumatori: na vasta maggioranza (71%) di automobilisti ritiene che i mezzi pubblici siano meno comodi dell’auto.

Paolo Sinigaglia e Gianluca Ruggieri

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