Innovazione e ricerca al centro dello sviluppo

La ricerca e l’innovazione contribuiscono direttamente alla prosperità e al benessere individuale e collettivo. Il principale motore per la crescita economica nell’UE è infatti l’innovazione. Ecco perché l’UE deve migliorare i propri risultati in tale ambito e diventare un’economia della conoscenza di livello mondiale.

In quest’ottica, la realizzazione di uno spazio comune di ricerca dovrebbe consentire col tempo di ottimizzare la cooperazione ai diversi livelli di azione, coordinare meglio le politiche europee e nazionali, rafforzare le capacità strutturali e infrastrutturali, facilitare il collegamento in rete delle equipe di ricerca e infine incrementare la mobilità delle persone e delle idee.

Questo approccio vale anche per le aziende europee: affinchè restino competitive nell’economia globale, le politiche pubbliche dell’UE devono incentrarsi sulla creazione di un contesto in grado di creare innovazione. Le idee hanno bisogno di un contesto favorevole all’innovazione per svilupparsi e tradursi in prodotti o servizi vantaggiosi per tutti noi e per le nostre economie.

La ricerca infatti non è più un’attività che serve a far crescere la cultura, ma è alla base della competitività: non va pensata più come spesa, ma come investimento. Migliorando le condizioni e l’accesso al finanziamento per la ricerca e l’innovazione in Europa, le idee innovative potranno tradursi in prodotti e servizi capaci di creare crescita e occupazione.

Per attirare quindi compagnie innovative nel mercato europeo dell’innovazione l’UE si è impegnata a completare una serie di misure come la protezione europea dei brevetti (con quadro legale e linguistico unitario), un sistema di standardizzazione rinnovato per assicurare più interoperabilità, un mercato unico per la fornitura di prodotti e servizi innovativi.

Altre azioni per promuovere l’apertura del sistema della ricerca e del potenziale di creatività nell’UE arriveranno dalla promozione di un sistema aperto per l’accesso alle ricerche scientifiche finanziate con fondi pubblici e un mercato unico della conoscenza per brevetti e licenze che possa stimolare gli investimenti nella proprietà intellettuale.

Fino ad ora i cosiddetti “programmi quadro” sulla ricerca (si è appena concluso il settimo) erano pensati per atenei, enti di ricerca e grandi aziende ma il prossimo programma si orienta anche sulle piccole medie aziende che avranno più facilità ad entrare in partnership in un progetto all’interno di Orizzonte 2020 che è il nuovo programma appena partito con 78,6 miliardi di € a disposizone per i prossimi 7 anni (il 30% in più rispetto all’ultimo piano).

I risultati, nel campo della ricerca, sono direttamente proporzionali agli investimenti e cambiano la realtà, anche economica, dei Paesi. L’obiettivo generale di Horizon 2020 è quindi di contribuire a costruire una società e un’economia basate sulla conoscenza e sull’innovazione mediante la mobilitazione di finanziamenti supplementari per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione.
Tale obiettivo sarà perseguito per mezzo di tre priorità che si rafforzano reciprocamente: eccellenza scientifica, leadership industriale e sfide per la società.

Il nostro Paese ha ottime performance per il numero di progetti presentati: nel piano quadro precedente era quarta in classifica, con 11.474 idee di ricerca che avevano chiesto il finanziamento. Ma non tutte erano valide: la media di successo del nostro paese é stata del 18,3%, di fronte a una media del 20,5%. Gli investimenti in ricerca sono infatti ancora fermi all’1,26% del Pil.
C’è la forza di un dato che la Crui riporta e che dà la misura dello «spread dell’università» italiana rispetto al resto d’Europa: nel nostro Paese ogni anno vengono conferiti 10mila dottorati di ricerca. Di questi solo 1000 hanno la possibilità di essere assorbiti dal sistema di ricerca. Non è possibile che abbiamo in media 4,3 ricercatori per 1000 abitanti, quando la media Ue è sette, e in Germania ce ne sono 8.

Il finanziamento del passaggio da ricerca ad impresa però rimane critico: l’UE sta cercando di stimolare attraverso diversi fondi che agiscono come leva, la capacità di finanziamento in innovazione del settore privato, in particolare per le operazioni di venture capital in imprese innovative, start-up, aziende con rapida crescita nel mercato europeo e mondiale, spin-off di attività di ricerca che attualmente come volume sono solamente intorno ad 1/4 degli investimenti corrispondenti negli USA.

L’UE si è data come obiettivo il raggiungimento del 3% di spesa sul PIL proprio in ricerca e innovazione entro il 2020 (siamo intorno all’1% in Italia). Questo risultato dovrebbe essere più stringente: contribuirebbe alla ripresa dell’occupazione visto che per raggiungere tale obiettivo si dovranno creare almeno un milione di nuovi posti di lavoro in tutta Europa. Di più, l’investimento porterebbe più velocemente all’uscita dalla crisi perché è oramai chiaro che gli investimenti in R&S costituiscono un motore di crescita a lungo termine: il tasso di rendimento degli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo è infatti elevato.

Significativi per aumentare la competitività del continente sono anche gli obiettivi dell’agenda digitale europea che prevede per il 2020 la copertura della banda ultralarga >30 Mbps per tutti gli europei mentre il 50% dei cittadini dovrebbe poter usufruire della banda ultralarga >100 Mbps.

Particolarmente interessante è la nuova classifica delle università: U-Multirank. La graduatoria multi-dimensionale segna uno stacco rispetto agli approcci tradizionali adottati per classificare la performance delle università, spesso focalizzati solo sull’eccellenza della ricerca o dei servizi forniti alla popolazione universitaria. L’iniziativa permetterà di superare le classifiche attuali imperniate su parametri ritagliati sul mondo anglosassone. Si calcola che 500 università europee e di tutto il mondo dovrebbero proporsi per partecipare alla classifica: i primi risultati verranno pubblicati nella primavera 2014.

Paolo Sinigaglia e Jessica Nazzari

Approfondimenti
Strategia “Innovation union”
Programma Orizzonte 2020
Legislazione UE su innovazione e ricerca

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