Partiamo da Londra entusiasti  dalla stazione di King’s Cross: purtroppo non riusciamo a passare al binario 9 e 3/4: a Hogwarts passeremo la prossima volta perché ci attende l’Eurostar a St. Pancras. La procedura è infatti molto simile ad un imbarco aereo: bisogna essere in stazione mezz’ora prima per il controllo dei bagagli e dei passaporti. Il problema è che le isole britanniche non fanno parte dell’accordo Schengen e quindi la libera circolazione delle persone non è in vigore. Da questi particolari si capisce quanto l’Unione Europea sia importante nella vita di tutti i giorni, mentre noi tendiamo oramai a dare tutto per scontato. La libera circolazione è uno dei pilastri della cittadinanza europea, dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, ma arrivò solo nel 1985 grazie ad un accordo separato tra alcuni stati e solo successivamente fu incorporato nel quadro comunitario.
L’Eurostar ci permette però di cancellare la sensazione di isolamento del Regno Unito: in realtà non ci si accorge nemmeno di passare sotto il mare durante il tragitto, si tratta di una normale corsa ferroviaria, solamente con un tratto in galleria un po’ più lungo, come potrebbe essere quello sotto l’Appennino tra Bologna e Firenze.

Paolo Sinigaglia a Parigi

Paolo Sinigaglia a Parigi

All’arrivo ci viene a prendere Massimiliano Picciani, segretario del PD di Parigi, che ci porta in un ristorantino tipico: lì ci raggiungono poi Luca Saini, il presidente del PD Parigi, e Fabrizio Botta. Non purtroppo Maria Chiara Prodi, coordinatrice artistica de l’Opéra Comique, il teatro dov’è nata la Carmen di Bizet, che avrebbe dovuto farci fare un tuffo nella Parigi culturale. Andiamo invece all’incontro organizzato presso la sede delle ACLI e scopriamo quanto l’immigrazione di prima generazione sia legata ai patronati che aiutano la comunità italiana per tutti gli aspetti burocratici della loro vita. Anche l’immigrazione di seconda generazione è presente all’incontro: si tratta di quella dei “cervelli in fuga”, italiani che lavorano in organismi internazionali, scienziati e umanisti, ragazzi in Erasmus, che fanno proprio toccare con mano l’integrazione europea. In particolare ci colpisce Orsola, una ragazza italiana dallo spirito Europeo: dal King’s College di Londra (dove eravamo ieri) a Parigi proprio per l’Erasmus a studiare Scienze Politiche.

Nell’incontro emergono molti temi, ma quello che appassiona di più è quando ma soprattutto quanto ‘Europa potrà essere più federale e quindi occuparsi con più mezzi e strumenti di altro che non sia l’aspetto economico finanziario: proprio in Francia la questione è importante essendo il paese tradizionalmente centralista e restio a cedere pezzi di sovranità alle strutture federali. Helmut Kohl diceva che “Roma non fu costruita in un giorno” ed aveva ragione: l’Europa è un processo e la prossima legislatura sarà importante per cercare di arrivare più vicini alla federazione che tutti sognamo.

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Bio
Ingegnere informatico e giornalista si occupa di progetti di comunicazione. Ha frequentato il mondo delle “start-up” e lavorato come ricercatore nel campo dell’innovazione. È presidente di Italia Nostra Lombardia.
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