“Noi, europei”: un progetto collettivo per la costruzione della prossima Europa.

Mi hanno chiesto perchè mi candido: ecco cosa è uscito fuori.

Sto in Europa perché credo nell’Europa: sono “nativo europeo”
L’Europa ce l’ho dentro. Sono convinto che il nostro paese debba contribuire al sogno di un’Europa unita, l’unico modo possibile per rimanere protagonisti a livello globale ora che si sono affacciati nuovi colossi emergenti. L’Europa deve ancora fare molta strada: non si tratta di una costruzione fatta e finita ma di un processo e toccherà a noi tutti costruirla mattone per mattone, nella prospettiva federale, per arrivare ad avere un vero Governo europeo dotato di bilancio e un Parlamento europeo dotato di poteri legislativi. In poche parole di Stati uniti d’Europa.

L’Europa è un’opportunità: sta a noi prenderla al volo e rilanciare la sfida
Grazie all’Europa molti Stati hanno raggiunto obiettivi che da soli non avrebbero avuto la forza di portare avanti. Voglio andare in Europa per portare ancora più in alto questa sfida di miglioramento per la vita di tutti i cittadini, in campo ambientale (a partire dagli obiettivi di Europa 2020 su emissioni, energia, riciclo e per arrivare al consumo di suolo zero), nella ricerca (per far applicare l’obiettivo di spesa del 3% del PIL), sui diritti (matrimoni egualitari, autodeterminazione della donna e procreazione consapevole) e sul piano economico (reddito minimo garantito). Serve poi attrezzarsi per cogliere le opportunità di sviluppo dei fondi strutturali europei: non è possibile che il nostro paese riesca a spenderne solo il 49% (nel passato programma). Oltre all’Agenzia nazionale per la Coesione Territoriale in costruzione servono uffici provinciali con persone formate per permettere agli enti locali di partecipare ai bandi sui progetti di sviluppo che sfruttino i 55,1 miliardi di € del programma che ci porterà al 2020.

L’Europa che ho in mente: leader mondiale della sostenibilità ambientale ed energetica
Grazie all’Europa ci stiamo ponendo obiettivi ambientali importanti: sul riciclo dei rifiuti al 50% nel 2020, sulle emissioni inquinanti, l’abbattimento dei gas serra e il risparmio energetico (in base alla strategia 20-20-20 l’Unione vuole garantire -20% dei gas serra rispetto al 1990, +20% di risparmio energetico, +20% di rinnovabili rispetto alle previsioni 2020). Tutti questi obiettivi sono ancora troppo poco conosciuti nonostante contribuiscano alla qualità della vita dei cittadini europei in maniera rilevante e pongano il continente in posizione di leadership mondiale. La mia proposta è di aggiungere il nuovo obiettivo della riduzione del consumo di suolo a livello europeo: se è possibile in altri paesi membri perché non deve diventare un traguardo continentale?

Europa fa rima con cultura, ricerca & innovazione: tre pilastri per uscire dalla crisi
Per uscire dalla crisi la parola chiave è una: investire. L’Europa ci dà risorse economiche e normative e ci garantisce possibilità di innovazione e di ricerca che oggi si giocano a livello internazionale. Fino ad ora i Programmi quadro sulla ricerca (si è appena concluso il Settimo) erano pensati per gli atenei e gli enti di ricerca, mentre il prossimo si orienta anche sulle piccole medie imprese che avranno più facilità ad entrare in partnership in un progetto all’interno di Orizzonte 2020, il nuovo programma appena partito. L’Europa si è data come obiettivo il raggiungimento del 3% di spesa sul PIL proprio in ricerca e innovazione entro il 2020 (siamo intorno all’1% in Italia): questo risultato contribuirebbe all’uscita dalla crisi perché è oramai chiaro che gli investimenti in R&S costituiscono un motore di crescita a lungo termine.

La nostra Europa è la patria dei diritti
Non votare la “risoluzione Estrela” sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi da parte di alcuni europarlamentari del PD è stato un errore: essa mirava a rafforzare il quadro europeo dei diritti, promuovere un’educazione sessuale adeguata per bambine e bambini, stimolare attivamente la prevenzione di gravidanze indesiderate e garantire un accesso equo alla contraccezione e all’aborto sicuro e legale in un’ottica di lotta alle discriminazioni di genere. Questi rimangono per me obiettivi costituitivi dell’Unione. Nel 2001 in Olanda è stato celebrato il primo matrimonio omosessuale, il 31 marzo scorso questo diritto è stato introdotto in Inghilterra: nel frattempo, altri 8 Paesi europei hanno detto sì all’amore uguale per tutti. Il tempo è maturo perché questo divenga norma in tutti i Paesi dell’Unione. Nel 2003 il Parlamento europeo raccomandava agli Stati membri di estendere il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali e del Parlamento europeo a tutti i cittadini di paesi terzi che soggiornino legalmente nell’Unione europea da almeno tre anni. Più di dieci anni dopo, è ora di garantire questo diritto per legge in tutti i Paesi dell’Unione. Questa è l’Europa dei diritti che ho in mente.

La nostra casa è il Partito del Socialismo Europeo
La mia è una candidatura collettiva e rappresenta il coronamento di un’impresa senza precedenti, costruita insieme a tanti compagni e compagne che si sono trovati insieme nel progetto per le primarie di Giuseppe Civati lo scorso dicembre. Oggi come allora il nostro orizzonte è quel centrosinistra senza trattino che aveva dato vita all’Ulivo, la migliore esperienza di governo progressista nel nostro Paese. Io mi sento un socialista liberale o un liberal-sociale: ad una politica economica che sta nel solco europeo dell’economia sociale di mercato (dove la concorrenza è regolata e le politiche sociali e di welfare garantiscono uguaglianza e pari opportunità per tutti), affianco le rivendicazioni dell’ambientalismo e i diritti civili come elementi fondamentali della modernità. Sembra strano solo in Italia: in realtà è normale nel mondo anglosassone o nel nord Europa. Questo per me è il vero PD: inclusivo, plurale, partecipativo, moderno.

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Bio
Ingegnere informatico e giornalista si occupa di progetti di comunicazione. Ha frequentato il mondo delle “start-up” e lavorato come ricercatore nel campo dell’innovazione. È presidente di Italia Nostra Lombardia.
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