Noi Europei. Diritti al futuro. Paolo Sinigaglia e Daniele Viotti presentano la candidatura alle europee

CONFERENZA STAMPA – 5 maggio ore 11:30

Open Library di Milano – viale Montenero 6 (M3 Porta Romana)

Oltre a Paolo Sinigaglia e Daniele Viotti, saranno presenti alcuni esponenti del PD che appoggiano la loro candidatura, tra cui i consiglieri comunali Lamberto Bertolé (Capogruppo PD), Carlo Monguzzi (Commissione Mobilità e Ambiente), Alessandro Giungi (Commissione Carceri), Paola Bocci (Commissione Cultura Moda e Desgin) e la consigliera provinciale Diana De Marchi.

Viotti, attivista dei movimenti LGBT, co-cofondatore dell’associazione Quore e unico candidato gay nelle liste del PD in tutta Italia nonché unico candidato gay nella circoscrizione nordo-ovest: «Perché a Torino i cittadini omosessuali non possono sposarsi e a Parigi sì? Vogliamo che anche loro come tutti possano sposarsi sotto la Mole e non dover cercare rifugio sotto la Torre Eiffel».

«Milano è considerata la città più europea di Italia, eppure l’80% dei medici è obiettore: al Niguarda ci sono solo due medici che praticano la IGV e così molte donne sono costrette ad arrivare al limite dei termini di legge per fare l’intervento» spiega Paolo Sinigaglia. «Vogliamo che non succeda più ciò che è accaduto a Genova, dove un medico ha rifiutato un esame a una donna che aveva assunto la pillola abortiva Ru846 e che in tutti gli ospedali una donna possa trovare l’assistenza a prescindere dalle opinioni dei medici e il suo diritto alla salute venga tutelato».

Il paradosso italiano è che anche chi desidera avere un figlio e ha bisogno della fecondazione assistita non trova risposte adeguate: siamo il Paese con il più alto tasso di “turismo procreativo”, con migliaia di coppie costrette ad andare all’estero investendo somme ingenti per ricorrere alla fecondazione eterologa. Abbiamo dovuto attendere 10 anni e una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo per arrivare finalmente nel 2014 alla pronuncia della nostra Consulta che ha dichiarato incostituzionale il divieto a ricorrere a un donatore esterno alla coppia, previsto dalla legge 40.

«Noi vogliamo costruire un’Italia più europea, nell’innovazione, nella green economy, nei trasporti, nei servizi di welfare, nel reddito minimo garantito, ma anche nei diritti e nella tutela delle persone. Di tutte le persone», spiegano i candidati democratici Singaglia e Viotti. Bombardati da dibattiti sulla crisi finanziaria, ci dimentichiamo troppo spesso che c’è un’Europa dove gli investimenti in ricerca sono il doppio di quelli italiani e dove si fanno politiche di riconversione verde dell’economia, dove i matrimoni gay sono legge dello Stato e il diritto alla salute delle donne viene tutelato, a prescindere dalle opinioni e dalle fede dei medici che dovrebbero assisterle. C’è un’Europa insomma che indica la strada per costruire i posti di lavoro del futuro e un buon posto dove vivere. I cittadini italiani stanno pagando per l’arretratezza della loro classe dirigente e invece noi vogliamo andare in Europa per stare alla frontiera del futuro. Anche sui temi sensibili, su cui il Pd a Roma come a Strasburgo preferisce troppo spesso non prendere posizione.

Noi abbiamo le idee chiare, perché abbiamo idee europee.

La prossima Europa: quella di chi è europeo come noi.

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