Arriviamo a Friburgo con un po’ di ritardo, che i treni svizzeri ti facciano perdere la coincidenza fa pensare, e subito la sorpresa: siamo già in centro.
La città si apre subito accogliente per chi arriva: l’isola pedonale è lì ad aspettare.

in visita al quartiere ecosostenibile Vauban

in visita al quartiere ecosostenibile Vauban

Fra loro è Andrea Burzacchini la persona giusta per raccontarvi questa città: ha fondato un’agenzia che si occupa di sostenibilità ambientale e spesso accompagna delegazioni in visita al quartiere. Mentre pranziamo all’aperto ci spiega la storia di Vauban: l’area era stata identificata per uno sviluppo urbano normale ma una serie di cittadini cominciò a protestare perché voleva provare a costruire un’esperienza ecologica. Il comune decise di ascoltare le loro istanze e così nacque il progetto di un intero quartiere sostenibile a due passi dal centro di Friburgo.

Andrea, da sempre appassionato di questi temi ci mostra la prima casa passiva d’Europa dall’architettura in legno con cappotto, pensata per resistere ai freddi invernali, ma con grandi vetrate e ampi terrazzi sul lato sud per approfittare del sole. E poi gli spazi verdi progettati in partecipazione con i cittadini, la linea del tram e i 2 parcheggi collettivi: l’unico posto dove è possibile tenere un’auto per gli abitanti del quartiere.

Infine arriviamo nella zona degli idealisti, gli utopisti che hanno contribuito negli anni’ 90 a creare questo sogno e che vivono in maniera ancora più radicale di tutti gli altri, in maniera non convenzionale, usando edifici e veicoli come fossero una piccola comune, tecnicamente illegale ma tollerata dalle autorità.

Dopo Vauban ritorniamo in centro col tram: Friburgo non è solo ambiente ma anche cultura e innovazione. Visitiamo la cattedrale e l’università e scopriamo che in città ci sono anche diversi istituiti di ricerca Max Planck.

L’impressione è netta: si tratta di una città a misura d’uomo, pensata e realizzata con l’obiettivo di costruire una comunità coesa: le politiche privilegiano il trasporto pubblico che è comodo e di qualità, definiscono gli spazi urbani con la pianificazione, puntano alla qualità della vita e vengono premiati, sono tanti quelli tanti che vogliono trasferirsi qui.
La serata porta il piacevole incontro di tante persone che condividono i nostri temi ambientali e di innovazione. Si dicono preoccupati di quest’Europa ma le lunghe chiacchiere assieme e il collegamento via Skype con Elly aiuta tutti a recuperare un poi di speranza di riuscire a costruire quello che vogliamo: l’Europa del movimento 12 stelle, di cui Friburgo fa parte.
Ci congediamo dal gruppo con la gratitudine per aver imparato tanto, con un po’ di magone perché vorremmo vedere applicate le stesse politiche nelle nostre città ma con la consapevolezza che con l’impegno di tutti, anche dei nostri nuovi amici questo sarà possibile.

 

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Bio
Ingegnere informatico e giornalista si occupa di progetti di comunicazione. Ha frequentato il mondo delle “start-up” e lavorato come ricercatore nel campo dell’innovazione. È presidente di Italia Nostra Lombardia.
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