In un’intervista a Radio Popolare, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha definito l’autostrada Pedemontana “uno spreco”, arrivando a dichiarare che il progetto è “di fatto in default”.

Credo che il sindaco abbia ragione, anche considerato che il Ministro dei Trasporti Lupi si è detto pronto a defiscalizzare il progetto investendo altri 400 milioni di E…uro pubblici nell’autostrada che, peraltro, non sarà mai completata per l’inizio di Expo 2015 e, soprattutto, non porterà benefici finanziari. Le tratte realizzate finora sono state finanziate all’85% da soldi pubblici.

A questo, si aggiunga l’impatto ambientale della Pedemontana, unito a quello delle altre due autostrade in costruzione, BreBeMi e Tangenziale Est di Milano – che occuperanno 1.090 ettari di terreno agricolo e 202 di terreno naturale – che è stato calcolato dal Professor Paolo Pileri del Politecnico di Milano in circa 8 milioni di Euro l’anno che è il costo complessivo della perdita di valore economico dovuto al drenaggio delle acque realizzato da un ettaro di suolo agricolo o naturale e calcolato in 6.500 euro all’anno per ettaro (come riportato nel numero di aprile di Altreconomia).

L’impatto ambientale è devastante non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello agricolo. Infatti, sempre Pileri calcola che la realizzazione delle tre autostrade, che sono state costruite in un territorio agricolo di pregio, comporta la riduzione di capacità alimentare per circa 7.000 persone.

Non solo: questi progetti si pongono in netto contrasto con le politiche di mobilità europee che, nel libro bianco del 2011, prevedono che “sulle percorrenze superiori a 300 km il 30% del trasporto di merci su strada dovrebbe essere trasferito verso altri modi, quali la ferrovia o le vie navigabili, entro il 2030. Nel 2050 questa percentuale dovrebbe passare al 50%”. E nella strategia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse la Commissione ha chiesto che le politiche dell’Unione europea tengano conto del loro impatto diretto e indiretto sull’uso del suolo nell’UE entro il 2020 e che raggiungano l’obiettivo di un’occupazione netta di terreno pari a zero entro il 2050.

Non è quindi lungo inutili autostrade che passa la via per l’integrazione europea; accettiamo il fallimento della pedemontana e cerchiamo di ridurre al minimo gli ulteriori oneri che saranno necessari per concludere il progetto sensatamente e senza altri scempi per il territorio

Condividi

Bio
Ingegnere informatico e giornalista si occupa di progetti di comunicazione. Ha frequentato il mondo delle “start-up” e lavorato come ricercatore nel campo dell’innovazione. È presidente di Italia Nostra Lombardia.
€2,670
Obiettivo €10,000
105
Sostenitori
May
25
2014
 
Prossimi Eventi

Non ci sono eventi in arrivo al momento.

EuroPaolo Interrail

12 città che vogliamo

Prossima Europa

Appelli firmati

Created by

Email
Print