Partiamo da Londra entusiasti  dalla stazione di King’s Cross: purtroppo non riusciamo a passare al binario 9 e 3/4: a Hogwarts passeremo la prossima volta perché ci attende l’Eurostar a St. Pancras. La procedura è infatti molto simile ad un imbarco aereo: bisogna essere in stazione mezz’ora prima per il controllo dei bagagli e dei passaporti. Il problema è che le isole britanniche non fanno parte dell’accordo Schengen e quindi la libera circolazione delle persone non è in vigore. Da questi particolari si capisce quanto l’Unione Europea sia importante nella vita di tutti i giorni, mentre noi tendiamo oramai a dare tutto per scontato. La libera circolazione è uno dei pilastri della cittadinanza europea, dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, ma arrivò solo nel 1985 grazie ad un accordo separato tra alcuni stati e solo successivamente fu incorporato nel quadro comunitario.
L’Eurostar ci permette però di cancellare la sensazione di isolamento del Regno Unito: in realtà non ci si accorge nemmeno di passare sotto il mare durante il tragitto, si tratta di una normale corsa ferroviaria, solamente con un tratto in galleria un po’ più lungo, come potrebbe essere quello sotto l’Appennino tra Bologna e Firenze.

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Arriviamo a Londra in un baleno e subito notiamo la realtà multiforme di una città dai molti volti anche sul profilo meterologico: sole e pioggia si alternano in continuazione. Alla Somerset House ci aspetta=&0=&i fondatore del progetto “The restart Project“. Si occupa di dare nuova vita a piccoli elettrodomestici domestici (tipo tostapane o phon) oltre che a vecchi cellulari, computer, tablet e smartphone. Ugo è una forza della natura e da 2 anni il suo progetto si è moltiplicato in tutt Europa con gruppi di lavoro ed eventi: attualmente i più attivi sono proprio in Italia. La sua start-up è senza scopo di lucro ed collegata al sistema delle “transition town”: impiega per ora 2 persone ma sta crescendo velocemente. Dopo l’incontro, si pranza (in uno splendido pub) con Sebastiano Sali, ex consigliere comunale di Mantova per i Verdi e dottorando al King’s College in relazioni internazionali. La sua esperienza da giovane consigliere comunale con assessore di riferimento è molto interessante: durante quel periodo Mantova costruì il progetto per entrare nella lista del patrimonio mondiale UNESCO. Le prospettive della situazione Ucraina e della politica estera europea portano via la seconda metà
Paolo Sinigaglia visita Trampery, un coworking space e startup incubator

Paolo Sinigaglia visita The Trampery, un coworking space e startup incubator

dell’incontro.

Subito dopo abbiamo una visita a “The Trampery” nel cuore della Londra hipster con Francesca Alice Guidali. Si tratta di uno spazio di lavoro collettivo mescolato con un incubatore di imprese, in particolare del settore moda. L’esperimento è molto interessante perchè fa leva sui talenti dei diversi quartieri e si unisce ad istituzioni pubbliche per diventare punto di riferimento di chi vuole innovare o fare impresa: in poco più di 2 anni saranno 6 le Trampery esistenti, ognuna specializzata in un diverso settore.

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Arriviamo a Friburgo con un po’ di ritardo, che i treni svizzeri ti facciano perdere la coincidenza fa pensare, e subito la sorpresa: siamo già in centro.
La città si apre subito accogliente per chi arriva: l’isola pedonale è lì ad aspettare.

in visita al quartiere ecosostenibile Vauban

in visita al quartiere ecosostenibile Vauban

Fra loro è Andrea Burzacchini la persona giusta per raccontarvi questa città: ha fondato un’agenzia che si occupa di sostenibilità ambientale e spesso accompagna delegazioni in visita al quartiere. Mentre pranziamo all’aperto ci spiega la storia di Vauban: l’area era stata identificata per uno sviluppo urbano normale ma una serie di cittadini cominciò a protestare perché voleva provare a costruire un’esperienza ecologica. Il comune decise di ascoltare le loro istanze e così nacque il progetto di un intero quartiere sostenibile a due passi dal centro di Friburgo.

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CONFERENZA STAMPA – 5 maggio ore 11:30

Open Library di Milano – viale Montenero 6 (M3 Porta Romana)

Oltre a Paolo Sinigaglia e Daniele Viotti, saranno presenti alcuni esponenti del PD che appoggiano la loro candidatura, tra cui i consiglieri comunali Lamberto Bertolé (Capogruppo PD), Carlo Monguzzi (Commissione Mobilità e Ambiente), Alessandro Giungi (Commissione Carceri), Paola Bocci (Commissione Cultura Moda e Desgin) e la consigliera provinciale Diana De Marchi.

Viotti, attivista dei movimenti LGBT, co-cofondatore dell’associazione Quore e unico candidato gay nelle liste del PD in tutta Italia nonché unico candidato gay nella circoscrizione nordo-ovest: «Perché a Torino i cittadini omosessuali non possono sposarsi e a Parigi sì? Vogliamo che anche loro come tutti possano sposarsi sotto la Mole e non dover cercare rifugio sotto la Torre Eiffel».

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Chiedo parole chiare ai candidati del PD alle elezioni europee sull’applicazione della legge 194 e l’obiezione di coscienza.
Milano è considerata la città più europea di Italia, eppure l’80% dei medici è obiettore e il diritto alla salute delle donne non è tutelato. È stato già un errore non appoggiare pienamente al Parlamento Europeo la risoluzione Estrela che chiedeva di garantire il diritto all’aborto sicuro in tutti i Paesi Ue. Le cronache di oggi ci raccontano le conseguenze. Al Niguarda ci sono solo due medici che praticano la IGV e così molte donne sono costrette ad arrivare al limite dei termini di legge per fare l’intervento.
Vogliamo che non succeda più ciò che è accaduto a Genova, dove un medico ha rifiutato un esame a una donna che aveva assunto la pillola abortiva Ru846 e che all’ospedale di Niguarda di Milano una donna possa trovare l’assistenza a prescindere dalle opinioni dei medici. Chiedo che su questi temi sensibili i candidati del Partito democratico alle europee prendano una posizione netta, soprattutto dopo la scelta di alcuni europarlamentari democratici di astenersi sulla “risoluzione Estrela” che aveva tra i suoi obiettivi sia la prevenzione delle gravidanze indesiderate che la garanzia di un accesso equo alla contraccezione e all’aborto sicuro e legale.

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In un’intervista a Radio Popolare, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha definito l’autostrada Pedemontana “uno spreco”, arrivando a dichiarare che il progetto è “di fatto in default”.

Credo che il sindaco abbia ragione, anche considerato che il Ministro dei Trasporti Lupi si è detto pronto a defiscalizzare il progetto investendo altri 400 milioni di E…uro pubblici nell’autostrada che, peraltro, non sarà mai completata per l’inizio di Expo 2015 e, soprattutto, non porterà benefici finanziari. Le tratte realizzate finora sono state finanziate all’85% da soldi pubblici.

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Le elezioni europee sono alle porte, che effetto ti fa essere uno dei candidati?

È un effetto fortissimo: l’Europa è sempre stato uno dei temi che mi appassiona di più, fin da ragazzino. Si tratta in qualche modo del coronamento di un’impresa collettiva che mi ha visto protagonista insieme a tanti compagni entusiasti nel lavoro per le primarie di Giuseppe Civati dello scorso dicembre. Ho conosciuto tantissime persone che hanno voluto impegnare il loro tempo e la propria professionalità per un ideale comune: una storia commovente. Sono stato quindi molto orgoglioso quando il gruppo lombardo mi ha chiesto la disponibilità a candidarmi: senza di loro non avrei mai potuto accettare una sfida così grande. Non per niente il mio slogan è “Noi, europei”: l’impresa è collettiva.

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Mi hanno chiesto perchè mi candido: ecco cosa è uscito fuori.

Sto in Europa perché credo nell’Europa: sono “nativo europeo”
L’Europa ce l’ho dentro. Sono convinto che il nostro paese debba contribuire al sogno di un’Europa unita, l’unico modo possibile per rimanere protagonisti a livello globale ora che si sono affacciati nuovi colossi emergenti. L’Europa deve ancora fare molta strada: non si tratta di una costruzione fatta e finita ma di un processo e toccherà a noi tutti costruirla mattone per mattone, nella prospettiva federale, per arrivare ad avere un vero Governo europeo dotato di bilancio e un Parlamento europeo dotato di poteri legislativi. In poche parole di Stati uniti d’Europa.

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