Il 10 maggio 2012 l’inceneritore di Cavazzoli (Reggio Emila) è stato spento dopo oltre quarant’anni di attività. E’ stato un processo lungo che si è chiuso con un grande successo, fatto di scelte sociali e tecniche: investimento sulla raccolta differenziata civile e industriale (60% nel 2010 e obiettivo del 67% per il 2015) e sul porta a porta; riduzione degli sprechi (nel mondi si scartano rifiuti alimentari che basterebbero a sfamare 3 miliardi di persone), anche grazie all’introduzione di meccanismi fiscali per cui alle famiglie conviene fortemente non sprecare, riutilizzare e recuperare materia; diminuzione della quota di rifiuti provenienti da altre province.

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Vitoria-Gasteiz è la seconda città dei Paesi Baschi nel nord della Spagna (240mila abitanti circa) e nel 2012 è stata dichiarata European Green Capital.

La città è formata da cerchi concentrici: il primo contiene il nucleo più antico, il secondo è il “Green Belt”, un ‘area verde semi-naturale, parzialmente recuperata da spazi degradati (cave di ghiaia, zone colpite da incendi, aree acquitrinose prosciugate), che porta la natura direttamente nel centro urbano. La città ha un’elevata proporzione di verde urbano: ogni famiglia vive a non più di 300 metri da uno spazio verde e la Green Belt da sola (613 ettari nel 2011 con il progetto di estenderli a 787) garantisce oltre 25 metri quadri di verde per ogni abitante.Specifiche misure sono state introdotte per preservare la biodiversità, incrementare i servizi ecosistemici e ridurre l’inquibamento. Le aree verdi svolgono anche un ruolo educativo: i giardini comunitari ad esempio aiutano la popolazione a mantenere un contatto diretto con la natura, stando in città.

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A marzo è stato inaugurato a Matera unMonastery, un progetto collettivo sviluppato con la collaborazione di EdgeRyders, un programma del Consiglio d’Europa e della Commissione Europea che è cresciuto e diventato una comunità internazionale nella forma dell’impresa sociale.

Alla base di questo progetto vi è la visione che i partecipanti di unMonastery e i cittadini possano vivere fianco a fianco, rendendo Matera una città più partecipativa, aperta e resiliente alle future crisi. unMonastery ha aperto le porte ai Materani e organizza laboratori e corsi per formare i cittadini in diversi ambiti. I primi workshop includeranno: Informatica e programmazione, Svilluppo su hardware Open Source (come Arduino), Falegnameria di base, Produzione live radiofonica e televisiva, Film Making e Introduzione al software Open Source.

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Friburgo è da decenni considerata la città più solare d’Europa, ospita centri di ricerca, aziende, università attive nel campo. Qui si sperimentano soluzioni che poi vengono adottate nel resto d’Europa.

In particolare il quartiere di Vauban fu progettato come quartiere modello per la sostenibilità: edifici a basso consumo, mobilità dolce, produzione di energia da fonti rinnovabili, consumo di suolo zero (perché realizzato su una antica base militare). Il tutto integrato nel verde, anche adibito a orti per la produzione alimentare, privati o comunitari (Schrebergarten). All’interno di Vauban ormai da dieci anni è stato terminato il quartiere solare (Solarsiedlung) dove 15 edifici ospitano 59 abitazioni che producono più energia di quanta ne consumino.

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A L’Aja, il primo giugno del 2002, 12 anni fa, si sono sposati Antonio Garullo e Mario Ottocento. Si tratta della prima coppia gay italiana che ha formalizzato la propria unione attraverso il matrimonio. Per poterlo fare i due ragazzi di Latina hanno dovuto imbarcarsi e raggiungere l’Olanda. La legge che ha introdotto i matrimoni tra persone dello stesso sesso, conferendo loro anche il diritto all’adozione, è in vigore in Olanda dal 2001, e prevede che almeno uno dei due futuri coniugi abbia residenza nel paese. Per tale motivo, Mario Ottocento ha chiesto e ottuenuto la residenza in Olanda.

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Lille è una città francese situata sulle Fiandre, nominata nel 2004 Capitale Europea della Cultura.

Diversi anni prima di questo riconoscimento, la cultura è stata mobilitata come una leva per lo sviluppo della città e della regione Nord-Pas-de-Calais. È stata una decisione politica a rafforzare questa funzione culturale a Lille, dove negli anni ’70 è stato creato l’Etablissement Public Regional (E.P.R.), che mise al centro delle politiche di sviluppo cultura, trasporti ferroviari e ambiente.

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Ecco il testo del mio intervento a Bologna, l’11 maggio.

«Ho appena concluso un interrail, come quelli che in molti abbiamo fatto quando eravamo più giovani, un interrail fatto come se fosse la prima volta, per conoscere l’Europa. Per molti di noi è stato il primo lungo viaggio da soli, il primo che ci ha fatto toccare con mano le diversità, le opportunità.

E in questo viaggio ho visto delle cose. Lasciatemi parodiare il famoso monologo di Blade Runner, e dire che: ho visto cose. Ho visto cose che noi umani in Italia non osiamo più nemmeno sognare, sommersi come siamo anche in queste ore da ondate di malaffare e ruberie, immersi in un pantano che rischia di farci perdere la speranza in noi stessi, ogni giorno di più.

Ho visto cose a Groningen, dove le auto sono state espulse dal centro e dominano le bici. Mentre noi siamo il paese europeo con il maggior numero di auto private per abitante, che vanta il primato delle 17 città con la peggiore qualità dell’aria sulle trenta pecore nere d’Europa; continuiamo a far finta di niente e anzi insistiamo con opere inutili e costose come la Pedemontana, la BreBeMi o la TEM in Lombardia, che si trasformano in un buco di fondi pubblici e non si riesce a finire.

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Dagli anni ‘60, il comune di Groningen è all’avanguardia per i piani del traffico e la pianificazione territoriale, grazie a politiche urbane che hanno portato ad un centro storico senza automobili e uno spazio pubblico misto, con tutte le zone facilmente raggiungibili in bicicletta.

Il concetto di base utilizzato nella pianificazione urbana si è fondato sulla visione di una “città compatta”, che ha posto un sistema integrato di trasporti tra le priorità dell’agenda comunale. L’obiettivo principale è stato quello di mantenere le distanze tra casa e lavoro, o tra casa e scuola relativamente brevi, di modo che l’uso di forme di trasporto pubblico rappresentasse una buona alternativa ai veicoli privati in termini di tempo di percorrenza. Gli abitanti hanno la possibilità di fare acquisti per le loro esigenze quotidiane nel proprio quartiere, mentre il centro storico ha il ruolo di principale centro commerciale. Impianti sportivi e scuole sono vicini alle zone residenziali.

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Da Parigi al Lussemburgo il passo è breve, col TGV ci mettiamo poco più di 2 ore. All’arrivo ci passa a prendere il segretario del PD Lussemburgo, Stefano Vaccaro, e schizziamo subito all’incontro che ha organizzato al Circolo italiano Curiel con tutti i sei candidati del Partito Socialista Lussemburghese alle elezioni europee. Il dibattito multilingue (italiano, francese, inglese) si sviluppa sui temi classici del socialismo. “Ci si preoccupa se il rapporto debito/PIL sale oltre il 3%, ma non ci si preoccupa se l’occupazione supera il 10%” dicono i miei colleghi, tra cui Delvaux-Stehrs ex Ministra della Giustizia, Marc Angel deputato, Tom Jungen sindaco di Roeser. In lista c’è anche Liz May danese ex atleta professionista che ha partecipato 2 volte alle olimpiadi: oggi lavora alla Corte di giustizia e ci racconta del sistema antidoping che solleva problematiche sui diritti umani degli atleti e andrebbe riformato prevedendo una misura penale per chiarire meglio ruoli e responsabilità di sportivi e tecnici.

Paolo Sinigaliga con i candidati del LSAP

Paolo Sinigaliga con i candidati del LSAP


La mattina dopo Stefano ci porta a Esch dove è in corso un ambizioso progetto di recupero delle antiche acciaierie collegate alle miniere di ferro per realizzare un polo culturale chiamato “città della scienza” con nuovi palazzi per l’università, una grande sala per concerti, ma soprattutto una importante biblioteca realizzata restaurando proprio gli altiforni dismessi da tempo.

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Pubblichiamo di seguito l’appello promosso da Giuseppe Civati e Marina Terragni, sottoscritto da Paolo Sinigaglia e dagli altri candidati della circoscrizione Nord Ovest Daniele Viotti e Renata Briano e da Andrea Pradi, candidato nella circoscrizione nord est:

Non dovrebbe esserci dubbio sul fatto -ma a quanto pare è necessario ribadirlo- che l’aborto sia uno scacco nella vita di una donna. “Donna abortista” è un ossimoro, perché nessuna donna vorrebbe mai abortire. Non esistono donne abortiste: ci sono donne che hanno abortito, e tutte le altre che hanno lottato perché ciò avvenisse in condizioni di sicurezza, difendendo la legge 194 che regola l’interruzione di gravidanza nel nostro Paese.

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