Il risultato è straordinario: quasi 21mila preferenze alla mia prima campagna elettorale!
Arrivo 12° nella circoscrizione e il PD ne elegge 9 quindi non andrò a Bruxelles ma voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuto in questa breve, intensa, faticosissima e bellissima campagna.
La candidatura è collettiva, lo abbiamo detto all’inizio e lo ribadisco adesso: questo è il risultato del gruppo che ha lavorato con pochissimi mezzi ma tantissimo entusiasmo.
Siamo noi, europei. 😉

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Le elezioni europee di domenica rappresentano un passaggio importante sia per l’Unione europea, sia per il risvolto nazionale che immancabilmente i risultati avranno. Per LSDP sono ancora più speciali. Non tanto perché LSDP è il partito che sembra destinato a vincere in Lituania. È solo un’omonimia. Le elezioni sono speciali perché il nostro Paolo Sinigaglia  è candidato con il Partito Democratico per un posto a Strasburgo. Il 9 aprile quando la candidatura fu ufficializzata Paolo la prese così:

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Espoo è conosciuta come una giovane e dinamica area urbana che fa uso brillante delle ultime innovazioni tecnologiche: è il cuore dell’hi-tech finlandese. In 10 anni sono stati infatti investiti 5 miliardi di € nell’area.

Espoo è diventata una città innovativa grazie ad un processo istituzionale e di sviluppo industriale che ha creato conoscenza e capitale sociale per tutta l’area. Le politiche proattive degli enti pubblici hanno sostenuto la trasformazione urbana sostenibile grazie a investimenti in innovazione che si sono attivati in un contesto di forte base scientifico-tecnica e una cultura aziendale basata sul vantaggio competitivo per prevalere nella concorrenza internazionale: tutto questo ha portato a fare leva sull’ICT per creare una città verde e sostenibile.

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Louise Bonzoni ci ha fatto un bel regalo: ha montato tutte le cartoline che abbiamo usato per spiegare i temi del programma che abbiamo elaborato per l’Europa un un video che riassume tutto in 2 minuti. Buona visione!

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Nel 2014 la Capitale Europea della cultura è Riga, la perla del Baltico capitale della Lettonia. La città è conosciuta anche con i soprannomi “la Parigi del Baltico” per la fantastica architettura Art Nouveau e “la città dei musei” perché se ne possono trovare oltre 100. Il centro storico cittadino è stato riconosciuto Patrimonio dell’UNESCO nel 1997.
Negli ultimi vent’anni la storia della Lettonia è stata caratterizzata da nazionalismo – segregazione – Europeizzazione – migrazione – crescita – crisi – creazione congiunta di responsabilità. Questi processi possono essereconsiderati il cuore dei processi di sviluppo derivanti dalle riforme strutturali, dalle privatizzazioni e dalle liberalizzazioni nella regione. Questi processi hanno conseguenze visibili e tangibili nella vita di tutti i cittadini lettoni: approcci creativi seguiti da soluzioni innovative, immaginazione e idee sono alla base dello sviluppo della città. La creatività è stata considerata una risorsa della Lettonia nella strategia di lungo termine di sviluppo per il 2030 e Riga rappresenta il centro di questo progetto, dove
risorse umane ed economiche possono essere reperite.
La cooperazione e i finanziamenti europei sono stati al centro del rinnovamento di Riga degli ultimi anni, culminato appunto con la nomina del 2014. Da Capitale Europea della Cultura ospiterà oltre 200 manifestazioni, dall’inaugurazione dell’attesissima nuova Biblioteca ribattezzata “il Castello di Luce” agli eventi musicali del “World Choir Games”.

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Conferenza stampa  di Paolo Sinigaglia, candidato comasco nelle liste del Pd, per presentare i punti forti del suo impegno tra locale e globale.

Perché una conferenza stampa? si domanda Sinigaglia. E si risponde che in fondo, in questo peregrinare per le strade di Lombardia e anche d’Europa, mancava ancora una presentazione nella città da cui è partito. Quindi: una rapida sintesi dei temi centrali della campagna elettorale del candidato che fa riferimento all’area “civatiana” del Partito democratico, temi che sono: ambiente, innovazione e diritti sociali, e poi, più in generale, una riconsiderazione del ruolo dell’Europa che può (e deve) assumere un ruolo positivo. Ecco perché in queste settimane di tour elettorale, un’attenzione particolare è stata portata ad alcuni esempi di città (12, in tutta Europa) che possono costituire un modello di azione positiva, di “buone pratiche” come si usa dire.

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Ho vissuto 7 mesi in Norvegia, precisamente a Trondheim e ancora più precisamente presso la NTNU, l’università tecnica più importante del paese per un periodo di Erasmus mentre ho scritto la mia tesi di laurea.Si tratta di una cittadina di 160mila abitanti, la seconda del paese, con un’università da 20mila studenti, in pratica come metà Politecnico di Milano.

L’atteggiamento dei norvegesi per nel rapporto tra i sessi mi è subito sembrata estremamente differente rispetto a quello italiano: ricordo che se capitava di aprire una porta ad una ragazza per farla entrare in facoltà si girava con uno sguardo perplesso, in pratica non riusciva a capire il motivo della gentilezza e diventava sospettosa, come se quel gesto fosse inopportuno, inaspettato. D’altra parte era normale trovare ragazze fare le giardiniere senza alcun problema insieme ai ragazzi. Tutto questo per dire che la cultura del paese prepara i servizi che poi si trovano. Nel villaggio studentesco (uno dei tanti) in cui vivevo era normale trovare file di carrozzine all’esterno dell’asilo nido: lo Stato invoglia i ragazzi ad avere figli durante il periodo universitario poichè è più sicuro ed economico per la comunità, che però contribuisce alla carriera universitaria attraverso il sistema dei prestiti d’onore poi parzialmente o totalmente ripagati durante l’attività lavorativa.

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A partire dal 2006 Totnes sperimenta un vasto processo di partecipazione dei cittadini che si assumono in prima persona la responsabilità di preparsi al futuro, costruendo una comunità che rafforza progressivamente l’economia locale, incrementa gli scambi di prossimità e riduce il costo della vita. Si prepara cioè ad affrontare senza traumi un futuro molto prossimo, nel quale la disponibilità di energia a basso costo diminuirà e il clima cambierà in modo sgnificativo.

La città in transizione non è un’organizzazione o un associazione tradizionalmente intesa, ma un insieme ampio, variegato e dinamico di cittadini volontari supportati da un piccolo staff, che si mettono insieme per lavorare su progetti. Chiunque può partecipare. Ognuno ha qualcosa da offrire le le persone coinvolte provengono da background molto diversi, hanno esperienze, competenze, età, status differenti. I progetti della città in transizione sono in continuo cambiamento ed evoluzione e ogni giorno si aggiungono nuove persone.

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A Dublino, le modalità di accesso al diritto di voto alle elezioni locali concesso in Irlanda ai cittadini non UE sono pressoché uniche in Europa, per la loro immediatezza e semplicità. La città di Dublino ha fatto di questo diritto uno dei canali principali del processo di integrazione e convivenza basato sulla partecipazione. Il Sindaco e il Consiglio lavorano da anni con le organizzazioni dei migranti presenti in città per aumentare la consapevolezza sull’importanza di esercitare il diritto di voto. Specifiche campagne e strumenti sono stati costruiti per favorire il meccanismo di registrazione al voto.

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4 Giorni, 4 Città, migliaia di km macinati, centinaia di Italiani incontrati, tante idee, speranze ed energie. Ecco il resoconto del tour europeo di Paolo Sinigaglia.

[View the story “Europaolo Interrail: il tour di Paolo Sinigaglia in Europa” on Storify]

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