Il risultato è straordinario: quasi 21mila preferenze alla mia prima campagna elettorale!
Arrivo 12° nella circoscrizione e il PD ne elegge 9 quindi non andrò a Bruxelles ma voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuto in questa breve, intensa, faticosissima e bellissima campagna.
La candidatura è collettiva, lo abbiamo detto all’inizio e lo ribadisco adesso: questo è il risultato del gruppo che ha lavorato con pochissimi mezzi ma tantissimo entusiasmo.
Siamo noi, europei. 😉

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Espoo è conosciuta come una giovane e dinamica area urbana che fa uso brillante delle ultime innovazioni tecnologiche: è il cuore dell’hi-tech finlandese. In 10 anni sono stati infatti investiti 5 miliardi di € nell’area.

Espoo è diventata una città innovativa grazie ad un processo istituzionale e di sviluppo industriale che ha creato conoscenza e capitale sociale per tutta l’area. Le politiche proattive degli enti pubblici hanno sostenuto la trasformazione urbana sostenibile grazie a investimenti in innovazione che si sono attivati in un contesto di forte base scientifico-tecnica e una cultura aziendale basata sul vantaggio competitivo per prevalere nella concorrenza internazionale: tutto questo ha portato a fare leva sull’ICT per creare una città verde e sostenibile.

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Ho vissuto 7 mesi in Norvegia, precisamente a Trondheim e ancora più precisamente presso la NTNU, l’università tecnica più importante del paese per un periodo di Erasmus mentre ho scritto la mia tesi di laurea.Si tratta di una cittadina di 160mila abitanti, la seconda del paese, con un’università da 20mila studenti, in pratica come metà Politecnico di Milano.

L’atteggiamento dei norvegesi per nel rapporto tra i sessi mi è subito sembrata estremamente differente rispetto a quello italiano: ricordo che se capitava di aprire una porta ad una ragazza per farla entrare in facoltà si girava con uno sguardo perplesso, in pratica non riusciva a capire il motivo della gentilezza e diventava sospettosa, come se quel gesto fosse inopportuno, inaspettato. D’altra parte era normale trovare ragazze fare le giardiniere senza alcun problema insieme ai ragazzi. Tutto questo per dire che la cultura del paese prepara i servizi che poi si trovano. Nel villaggio studentesco (uno dei tanti) in cui vivevo era normale trovare file di carrozzine all’esterno dell’asilo nido: lo Stato invoglia i ragazzi ad avere figli durante il periodo universitario poichè è più sicuro ed economico per la comunità, che però contribuisce alla carriera universitaria attraverso il sistema dei prestiti d’onore poi parzialmente o totalmente ripagati durante l’attività lavorativa.

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Ecco il testo del mio intervento a Bologna, l’11 maggio.

«Ho appena concluso un interrail, come quelli che in molti abbiamo fatto quando eravamo più giovani, un interrail fatto come se fosse la prima volta, per conoscere l’Europa. Per molti di noi è stato il primo lungo viaggio da soli, il primo che ci ha fatto toccare con mano le diversità, le opportunità.

E in questo viaggio ho visto delle cose. Lasciatemi parodiare il famoso monologo di Blade Runner, e dire che: ho visto cose. Ho visto cose che noi umani in Italia non osiamo più nemmeno sognare, sommersi come siamo anche in queste ore da ondate di malaffare e ruberie, immersi in un pantano che rischia di farci perdere la speranza in noi stessi, ogni giorno di più.

Ho visto cose a Groningen, dove le auto sono state espulse dal centro e dominano le bici. Mentre noi siamo il paese europeo con il maggior numero di auto private per abitante, che vanta il primato delle 17 città con la peggiore qualità dell’aria sulle trenta pecore nere d’Europa; continuiamo a far finta di niente e anzi insistiamo con opere inutili e costose come la Pedemontana, la BreBeMi o la TEM in Lombardia, che si trasformano in un buco di fondi pubblici e non si riesce a finire.

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Da Parigi al Lussemburgo il passo è breve, col TGV ci mettiamo poco più di 2 ore. All’arrivo ci passa a prendere il segretario del PD Lussemburgo, Stefano Vaccaro, e schizziamo subito all’incontro che ha organizzato al Circolo italiano Curiel con tutti i sei candidati del Partito Socialista Lussemburghese alle elezioni europee. Il dibattito multilingue (italiano, francese, inglese) si sviluppa sui temi classici del socialismo. “Ci si preoccupa se il rapporto debito/PIL sale oltre il 3%, ma non ci si preoccupa se l’occupazione supera il 10%” dicono i miei colleghi, tra cui Delvaux-Stehrs ex Ministra della Giustizia, Marc Angel deputato, Tom Jungen sindaco di Roeser. In lista c’è anche Liz May danese ex atleta professionista che ha partecipato 2 volte alle olimpiadi: oggi lavora alla Corte di giustizia e ci racconta del sistema antidoping che solleva problematiche sui diritti umani degli atleti e andrebbe riformato prevedendo una misura penale per chiarire meglio ruoli e responsabilità di sportivi e tecnici.

Paolo Sinigaliga con i candidati del LSAP

Paolo Sinigaliga con i candidati del LSAP


La mattina dopo Stefano ci porta a Esch dove è in corso un ambizioso progetto di recupero delle antiche acciaierie collegate alle miniere di ferro per realizzare un polo culturale chiamato “città della scienza” con nuovi palazzi per l’università, una grande sala per concerti, ma soprattutto una importante biblioteca realizzata restaurando proprio gli altiforni dismessi da tempo.

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Partiamo da Londra entusiasti  dalla stazione di King’s Cross: purtroppo non riusciamo a passare al binario 9 e 3/4: a Hogwarts passeremo la prossima volta perché ci attende l’Eurostar a St. Pancras. La procedura è infatti molto simile ad un imbarco aereo: bisogna essere in stazione mezz’ora prima per il controllo dei bagagli e dei passaporti. Il problema è che le isole britanniche non fanno parte dell’accordo Schengen e quindi la libera circolazione delle persone non è in vigore. Da questi particolari si capisce quanto l’Unione Europea sia importante nella vita di tutti i giorni, mentre noi tendiamo oramai a dare tutto per scontato. La libera circolazione è uno dei pilastri della cittadinanza europea, dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, ma arrivò solo nel 1985 grazie ad un accordo separato tra alcuni stati e solo successivamente fu incorporato nel quadro comunitario.
L’Eurostar ci permette però di cancellare la sensazione di isolamento del Regno Unito: in realtà non ci si accorge nemmeno di passare sotto il mare durante il tragitto, si tratta di una normale corsa ferroviaria, solamente con un tratto in galleria un po’ più lungo, come potrebbe essere quello sotto l’Appennino tra Bologna e Firenze.

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Arriviamo a Londra in un baleno e subito notiamo la realtà multiforme di una città dai molti volti anche sul profilo meterologico: sole e pioggia si alternano in continuazione. Alla Somerset House ci aspetta=&0=&i fondatore del progetto “The restart Project“. Si occupa di dare nuova vita a piccoli elettrodomestici domestici (tipo tostapane o phon) oltre che a vecchi cellulari, computer, tablet e smartphone. Ugo è una forza della natura e da 2 anni il suo progetto si è moltiplicato in tutt Europa con gruppi di lavoro ed eventi: attualmente i più attivi sono proprio in Italia. La sua start-up è senza scopo di lucro ed collegata al sistema delle “transition town”: impiega per ora 2 persone ma sta crescendo velocemente. Dopo l’incontro, si pranza (in uno splendido pub) con Sebastiano Sali, ex consigliere comunale di Mantova per i Verdi e dottorando al King’s College in relazioni internazionali. La sua esperienza da giovane consigliere comunale con assessore di riferimento è molto interessante: durante quel periodo Mantova costruì il progetto per entrare nella lista del patrimonio mondiale UNESCO. Le prospettive della situazione Ucraina e della politica estera europea portano via la seconda metà
Paolo Sinigaglia visita Trampery, un coworking space e startup incubator

Paolo Sinigaglia visita The Trampery, un coworking space e startup incubator

dell’incontro.

Subito dopo abbiamo una visita a “The Trampery” nel cuore della Londra hipster con Francesca Alice Guidali. Si tratta di uno spazio di lavoro collettivo mescolato con un incubatore di imprese, in particolare del settore moda. L’esperimento è molto interessante perchè fa leva sui talenti dei diversi quartieri e si unisce ad istituzioni pubbliche per diventare punto di riferimento di chi vuole innovare o fare impresa: in poco più di 2 anni saranno 6 le Trampery esistenti, ognuna specializzata in un diverso settore.

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Arriviamo a Friburgo con un po’ di ritardo, che i treni svizzeri ti facciano perdere la coincidenza fa pensare, e subito la sorpresa: siamo già in centro.
La città si apre subito accogliente per chi arriva: l’isola pedonale è lì ad aspettare.

in visita al quartiere ecosostenibile Vauban

in visita al quartiere ecosostenibile Vauban

Fra loro è Andrea Burzacchini la persona giusta per raccontarvi questa città: ha fondato un’agenzia che si occupa di sostenibilità ambientale e spesso accompagna delegazioni in visita al quartiere. Mentre pranziamo all’aperto ci spiega la storia di Vauban: l’area era stata identificata per uno sviluppo urbano normale ma una serie di cittadini cominciò a protestare perché voleva provare a costruire un’esperienza ecologica. Il comune decise di ascoltare le loro istanze e così nacque il progetto di un intero quartiere sostenibile a due passi dal centro di Friburgo.

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In un’intervista a Radio Popolare, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha definito l’autostrada Pedemontana “uno spreco”, arrivando a dichiarare che il progetto è “di fatto in default”.

Credo che il sindaco abbia ragione, anche considerato che il Ministro dei Trasporti Lupi si è detto pronto a defiscalizzare il progetto investendo altri 400 milioni di E…uro pubblici nell’autostrada che, peraltro, non sarà mai completata per l’inizio di Expo 2015 e, soprattutto, non porterà benefici finanziari. Le tratte realizzate finora sono state finanziate all’85% da soldi pubblici.

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Mi hanno chiesto perchè mi candido: ecco cosa è uscito fuori.

Sto in Europa perché credo nell’Europa: sono “nativo europeo”
L’Europa ce l’ho dentro. Sono convinto che il nostro paese debba contribuire al sogno di un’Europa unita, l’unico modo possibile per rimanere protagonisti a livello globale ora che si sono affacciati nuovi colossi emergenti. L’Europa deve ancora fare molta strada: non si tratta di una costruzione fatta e finita ma di un processo e toccherà a noi tutti costruirla mattone per mattone, nella prospettiva federale, per arrivare ad avere un vero Governo europeo dotato di bilancio e un Parlamento europeo dotato di poteri legislativi. In poche parole di Stati uniti d’Europa.

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