A partire dal 2006 Totnes sperimenta un vasto processo di partecipazione dei cittadini che si assumono in prima persona la responsabilità di preparsi al futuro, costruendo una comunità che rafforza progressivamente l’economia locale, incrementa gli scambi di prossimità e riduce il costo della vita. Si prepara cioè ad affrontare senza traumi un futuro molto prossimo, nel quale la disponibilità di energia a basso costo diminuirà e il clima cambierà in modo sgnificativo.

La città in transizione non è un’organizzazione o un associazione tradizionalmente intesa, ma un insieme ampio, variegato e dinamico di cittadini volontari supportati da un piccolo staff, che si mettono insieme per lavorare su progetti. Chiunque può partecipare. Ognuno ha qualcosa da offrire le le persone coinvolte provengono da background molto diversi, hanno esperienze, competenze, età, status differenti. I progetti della città in transizione sono in continuo cambiamento ed evoluzione e ogni giorno si aggiungono nuove persone.

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Friburgo è da decenni considerata la città più solare d’Europa, ospita centri di ricerca, aziende, università attive nel campo. Qui si sperimentano soluzioni che poi vengono adottate nel resto d’Europa.

In particolare il quartiere di Vauban fu progettato come quartiere modello per la sostenibilità: edifici a basso consumo, mobilità dolce, produzione di energia da fonti rinnovabili, consumo di suolo zero (perché realizzato su una antica base militare). Il tutto integrato nel verde, anche adibito a orti per la produzione alimentare, privati o comunitari (Schrebergarten). All’interno di Vauban ormai da dieci anni è stato terminato il quartiere solare (Solarsiedlung) dove 15 edifici ospitano 59 abitazioni che producono più energia di quanta ne consumino.

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Dagli anni ‘60, il comune di Groningen è all’avanguardia per i piani del traffico e la pianificazione territoriale, grazie a politiche urbane che hanno portato ad un centro storico senza automobili e uno spazio pubblico misto, con tutte le zone facilmente raggiungibili in bicicletta.

Il concetto di base utilizzato nella pianificazione urbana si è fondato sulla visione di una “città compatta”, che ha posto un sistema integrato di trasporti tra le priorità dell’agenda comunale. L’obiettivo principale è stato quello di mantenere le distanze tra casa e lavoro, o tra casa e scuola relativamente brevi, di modo che l’uso di forme di trasporto pubblico rappresentasse una buona alternativa ai veicoli privati in termini di tempo di percorrenza. Gli abitanti hanno la possibilità di fare acquisti per le loro esigenze quotidiane nel proprio quartiere, mentre il centro storico ha il ruolo di principale centro commerciale. Impianti sportivi e scuole sono vicini alle zone residenziali.

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